DIRITTI E SESSUALITA' : COME RIPORTATO DA " IL FATTO QUOTIDIANO" LA SENTENZA DEL " NO GENDER" NOTO CLUB PRIVE' ROMANO EMESSA DA UNA COLLEGIALE DI TRE GIUDICI DONNA,RIPERCORRE L' ORMAI LONTANA SENTENZA DEL 1992 EMMESSA DAL TRIBUNALE DI ROMA DAL GIUDICE MAIORANA SULL'ALTRETTANTO NOTO PRIVE DI GROTTAFERRATA DOVE LE ATTIVITA' LUDICHE DA ALLORA SONO DIVENTATE SCUOLA IN ITALIA PER LE ASSOCIAZIONI DI SETTORE. VENIVANO IN CHIARO DEFINITE "LA SESSUALITA' LIBERA, ADULTA E CONSENZIENTE " E' ATTIVITA' LECITA NEL PRIVATO, LE BATTAGLIE DI FEDERSEX DAL 1993 IN ITALIA HANNO SEMPRE SOSTENUTO QUESTA FILOSOFIA DI PENSIERO, LOTTANDO SPESSO CONTRO CHI NEL MERITO SI SCHIERAVA A PRESCINDERE CALPESTANDO I DIRITTI CIVILI, NELL'ARTICOLO RIPORTATE ALCUNE DICHIARAZIONI DI KLAUSS MONDRIAN E WLADIMIR LUXURIA.
LA PRESIDENZA NAZIONALE
Transessuale non significa puttana. E’ questo il passo avanti, secondo l’ex parlamentare Vladimir Luxuria e secondo Paola Concia, membro della commissione giustizia, della sentenza depositata da poche settimane che assolve con formula piena i gestori del club erotico capitolino Degrado. Emessa da un collegiale composto da tre giudici donne, non ha ombre visto che la non colpevolezza e’ stata richiesta dalla procura stessa. Stiamo parlando, tra gli altri, della transessuale “Carla” e di Klaus Mondrian, in politica con i radicali e poi con Rifondazione Comunista oggi direttore artistico della galleria d’arte romana Mondrian Suite e del primo locale “no-gender” italiano, il Gender, aperto nel 1998.
L’accusa era infamante: associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Da li la chiusura del mitico Degrado, nel cuore del pittoresco quartiere Pigneto che Mondrian dirigeva come sorta di spin-off del Gender, e con lui Carla, presidente dell’Associazione culturale omonima. “Una sentenza in linea con le attuali trasformazioni sociali, dichiara Luxuria, tra i testimoni. Credere di bloccare il processo evolutivo in atto riguardo ai diritti civili è come voler fermare il vento con le dita. Se è successo a New York puo’ succedere ovunque. Si tratta solo di continuare a combattere e aspettare che l’indifferenza e gli egoismi di chi i diritti ce li ha dientino logori per fare spazio a una comunita’ regolata da leggi piu’ giuste, che riconosca ogni suo cittadino come persona di serie A”. L’inchiesta parti’ nel 2007 per ordine di Paolo Auriemma: Indagavamo – spiega il Pm – sul traffico di transessuali, in particolare brasiliani. La storia e’ questa: i Carabinieri scoprono che una delle trans brasiliane oggetto di indagine vive con Carla, presidente dell’Associazione Officina Degrado. Da li l’attenzione sul locale, circondato di violente scritte sui muri e odiato dagli abitanti del quartiere, esasperati dai viavai notturni.
I Carabinieri si infiltrano e scoprono dark room per consumare rapporti sessuali, proiezioni di film porno, ma poco altro. Immaginano che possa esserci richiesta di soldi in cambio di prestazioni e arrestano Carla ( arresto immediatamente annullato dal Tribunale del Riesame per mancanza di indizi).
“LA SENTENZA E’ IMPORTANTE PERCHE’ SCONFESSA L’EQUAZIONE QUEER UGUALE PROSTITUTA”
IL PROCEDIMENTO penale intanto va avanti: contro Carla, Mondrian. L’addetto lla vigilanza esterna del locale, un altro socio di Officina Degrado e perfino un barbone che abitava in una vecchia auto li davanti scambiato per un complice. Dopo vari testimoni, tra cui Luxuria, che nel frattempo eveva presentato un’inchiesta parlamentare , ne arriva uno chiave: “Pietro Ranieri, abitante del quartiere – racconta Alberto Misiani, uno degli avvocati difensori – dichiaro’ candidamente in aula, per dimostrare la sua esasperazione, di aver preso, una sera, una testa di maiale appena macellata e di averla appesa alla porta del locale.
Questo ci dette la misura della trans fobia. Questa sentenza e’ un importante passo avanti – dice Paola Concia – relatrice della legge contro l’omofobia e la trans fobia – soprattutto perche’ interrompe lo stigma trans uguale prostituta che, ricordiamolo, e’ proprio quello che impedisce a queste cittadine di trovare un regolare lavoro”. Con la Concia anche Klaus Mondrian: “Apprezzo molto il suo lavoro. Ha presentato una legge ad oggi ancora inascoltata, ma importantissima. Se anche da noi passasse la “Piccola soluzione”, come e’ chiamata in Germania dove e’ in vigore, forse potremmo riscattarci dalle umiliazioni del Bunga-Bunga.
QUESTA legge prevede la possibilita’ di cambiare la propria identita’ anagrafica anche senza cambiare sesso.
Il problema e’ che in Italia molte trans si operano per adeguare lo stato civile: e’ molto umiliante sentirsi chiamare Pasquale in banca, nonostante una gonna, con tutti che sghignazzano. E stiamo parlando di un’operazione complessa, che puo’ creare conseguenze ambivalenti e anche danni, se il percorso psicologico no e’ profondo o se si perde il godimento.
Mondrian lancia una sfida a Tremonti: Se trasformasse le nostre associazioni culturali in societa’ a fine di lucro ricaverebbe fino a 3/400 milioni l’anno. Ma il problema e’ che i locali diventerebbero pubblici e visibili, con insegne luminose, lavoratori regolari, con possibilita’ di farsi pubblicita’. Cosa vietata alle associazioni. Da parte nostra, trovo assurdo che una persona, se vuole frequentare un club no-gender, deve farsi schedare da una tessera. E’ una limitazione della liberta’ individuale motivata dai comportamenti sessuali.
Ma l’interesse e’ l’opposto, farci vivere nella semi-clandestinita’, in situazioni fragili e controllabili, in mod da poterci fare chiudere in un batter di ciglia, anche solo per una tessera mancata.
Lo sapete che se un’associazione locale non si affilia a una delle grandi associazioni nazionali riconosciute dal Ministero dell’Interno non puo’ per esempio avere la licenza per il bar? Io credo che sia proprio la semi-clandestinita’ a provocare tensioni nei quartieri: costruttori e agenzie immobiliari, per esempio, considerano il Pigneto svalutato del 30% dal Degrado che, se fosse stata una discoteca pubblica, magari non avrebbe causato alcun fastidio. Forse, trovandoci nel paese dove vengono uccise piu’ trans al mondo, occorre rileggere le parole del regista Carmine Amoroso (tra i testimoni al processo) che del Degrado aveva scritto, su una testata internazionale, essere patrimonio da considerarsi del’umanita per la capacita’ nel nome stesso, di rappresentare la riappropriazione di una calunnia. Come dice Luxuria: “La sessualita’ libera, adulta e consenziente deve essere rispettata nella sua dignita’ e non scambiata, nei casi di sessualita’ non convenzionali, per uso mercenario del corpo e dell’affettivita’”.
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