Luigi De Marchi al Cafè du Parc
Fiuggi. Il professor Luigi De Marchi è l’ospite del Cafè du Parc di venerdi 13 luglio (Fonte Bonifacio VIII, ore 17,30).
Il famoso psicanalista, che oltre quarant’anni fa introdusse in Italia il pensiero del geniale ed eretico
allievo di Freud, Wilhelm Reich, intratterrà il pubblico delle terme su etica e sessualità. Dalle patologie individuali a quelle sociali, dalle trasgressioni nella vita di coppia alla sessualità nei portatori di handicap (un interessante convegno su questo delicato tema, promosso da Federsex, si è svolto recentemente a Milano), alla transessualizzazione della politica.
Dieci anni fa Jean Baudrillard notava come due grandi istituzioni delle società occidentali, la politica e il sesso, avessero subito una radicale trasformazione: dal politico al transpolitico, e dal sessuale al transessuale. L’evento rivelatore di entrambi era stata l’elezione di Cicciolina al Parlamento italiano nelle file dei radicali. La politica che diventa spettacolo si sessualizzava sempre di più, e questa trasformazione porta a una secca perdita di ruoli tra governati e governanti, da un lato, e tra uomini e donne, dall’altro. Il prefisso “trans” indica uno scorrimento, un passaggio, un’instabilità nella definizione dell’identità personale e collettiva.
La trasformazione nel frattempo è andata ancora più avanti. I segnali sono tanti, dai capelli trapiantati di Berlusconi all’elezione di Vladimir Luxuria in Parlamento. E’ in questa chiave che si può leggere l’intero percorso mediatico dell’ex presidente del Consiglio negli ultimi tre anni: il maschilismo esibito attraverso battute e barzellette, la lettera a Veronica, l’harem sardo.Il suo trapianto dei capelli, parte altamente erotica del corpo, e in particolare di quello femminile, è il culmine del doppio passaggio dalla politica alla transpolitica e alla transessualità. Per dirla con Baudrillard, Berlusconi avrebbe trasformato il discorso politico in esuberanza libidinale.
L’altro politico di calibro che sembra aver compiuto il medesimo passaggio, seppur a metà, è Walter Veltroni. Anche lui appartiene infatti alla generazione transpolitica. Il veltronismo sfrutta il passaggio alla politica come spettacolo, il prevalere della comunicazione, sebbene con una sostanziale differenza: Veltroni è transpolitico ma non transessuale. E questo non solo perché fa della cultura e del sociale il luogo privilegiato della sua azione, dalla musica al cinema, dai romanzi agli aiuti umanitari, ma perché non agisce sulla sfera sessuale come Berlusconi.
Luigi De Marchi: psicologo clinico e sociale, politologo e autore di numerosi saggi pubblicati in Europa e in America, è stato protagonista di varie battaglie italiane per i diritti civili riuscendo tra l’altro nel 1971, con una storica sentenza della Corte Suprema sulla “Vertenza tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Emilio Colombo, e il Prof. Luigi De Marchi”, ad ottenere la revoca dei divieti penali all’informazione e all’assistenza anticoncezionale e ad avviare la realizzazione dell’attuale rete di migliaia di consultori sessuologici e familiari pubblici. Fin dagli anni ’50 era stato tra gli iniziatori dell’AIED, guidando per 20 anni l’Associazione in qualità di Segretario Nazionale.Negli anni ’60-‘80 De Marchi è stato fondatore e presidente italiano di tre importanti Scuole di Psicoterapia: quella psico-corporea di Wilhelm Reich, quella bioenergetica di Alexander Lowen e quella umanistica di Carl Rogers. Sue opere principali sono: “Sesso e civiltà”, Laterza, 1960; “Sociologia del sesso”, Laterza, 1963; “Repressione sessuale e oppressione sociale”, Sugarco, 1964; “Wilhelm Reich – Biografia di un’idea”, Sugarco 1970; “Psicopolitica”, Sugarco, 1975; “Scimmietta ti amo”, Longanesi, 1983; “Poesia del desiderio”, La Nuova Italia, 1992; “Perché la Lega”, Mondadori, 1993; “Il Manifesto dei Liberisti – Le idee-forza del nuovo Umanesimo Liberale”, Seam, 1995; “O noi o loro ! – Produttori contro Burocrati, ecco la vera lotta di classe della Rivoluzione Liberale”, Biet-ti, 2002; “Il Solista - Autobiografia d’un italiano fuori dal coro”, Edizioni Interculturali, 2003.