Roma
- Si è discusso della sessualità nelle persone portatrici di handicap alla tavola rotonda promossa da Federsex tenutasi a Milano il 7 marzo.
A detta del presidente Federsex, Augusto Pistilli, è sempre molto scarsa l'attenzione delle pubbliche istituzioni e dei media su problemi delicati come quello trattato a Milano. I bisogni sessuali del portatore di handicap sono semplicemente "dimenticati" dalle persone normodotate ovvero dall'intera collettività. Queste ultime preferiscono ignorare che certe pulsioni e certi bisogni emozionali esistano in loro e qualche volta preferiscono reprimerli nel portatore di handicap, come repressione della propria sessualità handicappata. Parole forti ma che ben stanno a significare la rimozione sociale del problema che invece merita una discussione pubblica sia in ambito scientifico che sociale.
"La persona handicappata -ha sostenuto Pino Pelloni (responsabile delle Politiche Sociali di Federsex) - molto facilmente e da sempre è oggetto delle proiezioni e delle fantasie negative altrui
E considerando gli aspetti più squisitamente sociali notiamo che intorno a loro si creano barriere talvolta invalicabili., tanto da parlare di sessualità negata a tal punto da non lasciare elaborare una seppur minima ideazione di cosa significhi " rapporto sessuale".
Da un sondaggio proposto dal sito Disabili.com, il portale di riferimento in Italia per i disabili, il 77% si dice favorevole all'"assistente sessuale"
Di questo 77%, il 44% prenderebbe in considerazione l'istituzione svizzera di dieci assistenti sessuali, vale a dire dei professionisti che, dopo aver seguito un corso di formazione, propongono ai disabili psichici che lo richiedono massaggi, carezze, esperienze sensuali e giochi erotici a una tariffa di 150 euro l'ora. Il 26% l'accetterebbe data la presenza di professionisti e il 7% " non ne farebbe uso, ma non ci vede nulla di male".Tra i contrari, c'è un 5% che motiva il proprio no all'iniziativa perché "sarebbe come legalizzare la prostituzione".
Chi parla sono i diretti interessati, secondo i quali "l'esperienza sessuale è un bisogno fisico primario e in quanto tale va soddisfatta".
L'attenzione che Federsex ha voluto porre su questa problematica è volta a sollecitare un intervento dei Ministeri ella Salute, della Pubblica Istruzione, della Famiglia e delle Pari Opportunità affichè promuovano un documento operativo destinato a fornire interventi , consulenza e formazione oltre che a promuovere la ricerca e fare prevenzione contro la violenza "sessualizzata" nei confronti dei disabili.