FIUGGI
- Con
il suo milione di iscritti
la Federsex rappresenta nel
panorama italiano delle attività
ricreative e formative del
tempo libero una realtà
molto importante.
E a Fiuggi, in occasione dell'annuale
assemblea associativa, è
stato proposto un convegno
dedicato alla tutela dei minori
sul versante della pornografia
e della prostituzione.
Il Presidente Augusto Pistilli
ha invocato nuove norme per
regolarizzare sia la vita
dei circoli sia la libera
sessualità, per dare
civile legalità al
mondo della notte. Con una
attenzione particolare rivolta
al mondo dei giovani per disegnare
una sessualità nuova,
diversa e più matura.
Parlare del sesso in altro
modo, archiviare il cattivo
gusto della repressione, fare
in modo che le istituzioni
non impongano la loro morale
del momento, rivisitare i
disegni legislativi sulla
prostituzione e finalmente
depennare l'articolo 528,
è quanto è stato
sottolineato dall'avvocato
Daniele Santamaria nel suo
intervento.
Pia Covre, del Comitato dei
diritti civile delle prostitute,
e Stefania Scodanibbio dell'associazione
"On the road" si
sono soffermate sulla legge
contro la pedofilia e l'uso
dei minori della pornografia,
sulla riqualificazione delle
aree metropolitane dove è
più presente la presenza
di sesso mercenario, invocando
interventi politici mirati
atti a coniugare desideri
e bisogni in un momento in
cui lo scenario sociale cambia
continuamente. Dal traffico
degli esseri umani ai luoghi
della prostituzione, dalla
sicurezza alla solidarietà.
Pino Pelloni, dell'Osservatorio
sulla comunicazione sociale,
ha ribadito l'utilità
di una comunicazione corretta
e tempestiva sottolineando
la differenza tra pubblicità
sociale e comunicazione sociale:
indicando con la prima le
campagne informative di massa
atte a modificare comportamenti
e atteggiamenti verso il sociale,
con la seconda l'organizzazione
di manifestazioni e azioni
atte a amplificare e supportare
la richiesta di cambiamento
veicolata dalla campagna.
E ha ricordato che il diritto
del cittadino ad essere informato
non è costituzionalizzato,
ovvero non c'è traccia
nella nostra Costituzione
di un diritto all'informazione.