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| | FEDERSEX | | Federazione
Mondiale per la Tutela dei Diritti e delle Libertà |
| | Ente
di promozione sociale (no profit) |  | SEDE
NAZIONALE Largo Alessandria del Carretto,
18 00118 Roma |
| Tel.
06.39917611
336-787614
Fax 06.39754548 | | |
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CROSS-DRESSER: LA RISPOSTA E L'OPINIONE DI CARMINE CASTORO |
| ROMA
- Dopo le proteste pervenute in redazione da ambienti trans sull'articolo
sui cross-dresser pubblicato sul nostro portale durante il mese di agosto,
ecco la replica dell'autore dell'articolo, Carmine Castoro. Hanno
suscitato in me sorrisi amari le aspre critiche ricevute da esponenti del movimento
trans, dopo la pubblicazione sul sito Federsex, nellambito di una rubrica
che curo, di una notizia riguardante i cosiddetti cross dresser. Stendo
un velo pietoso sui dubbi relativi alla mia professionalità: potrei eluderli
semplicemente dicendo che sono un giornalista da venti anni, professionista da
dieci e non un improvvisato scribacchino-, e che, soprattutto, sono un laureato
in filosofia con una tesi sperimentale in filosofia morale, specificamente collegata
a temi quali normalità e patologia. E che a un reportage sulleros
metropolitano ho dedicato un mio fortunato libro edito da Castelvecchi nel 97.
Dunque, mi attribuisco, quantomeno, una spicca sensibilità di pensiero
e di scrittura su certi aspetti della vita e dellanimo umano. Che ho trasferito
anche in svariati programmi di cui sono stato, e sono autore, su Rai1 Rai2 Sky.
Sorrido amaramente nel constatare che, soprattutto da parte di minoranze che dovrebbero
difendere le libertà sessuali e un senso globale della vita e del piacere,
arrivino dichiarazioni fortemente limitanti che assolutizzano la dimensione sessuale
dellindividuo che, credo, dovrebbe essere vissuta con molta più ironia
e giocosità, senza striscianti luttuosità e fantasmi
di perdita rispetto alle sessualità cosiddette dominanti.
Se ci si ponesse più positivamente nei riguardi della vita in senso lato,
e meno del sesso in quanto tale, vissuto troppo spesso come psicodramma collettivo
e baratro personale, le sfumature di un linguaggio giornalistico e di costume
non desterebbero, probabilmente, tanto scalpore. Detto questo, gradirei chiarire
la struttura dellarticolo con piccole osservazioni lessicali e di stile:
1) la notizia da me descritta mirava alla segnalazione di una tendenza
in atto, nei paesi anglosassoni e non solo. Il riferimento al transessualismo
da marciapiede è cosa ben diversa dalla transessualità tout
court, che non era mia intenzione banalizzare o etichettare. E nelle cui peculiarità
psicologiche e cromosomiche giammai ho inteso avventurarmi. ---> continua | | | | |
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